Agricoltura rigenerativa delle piante alimurgiche: dal campo al piatto. Progetto condiviso per la selezione, coltivazione ed infine utilizzo delle piante alimurgiche, sotto la guida di Veneto Agricoltura.
Protagonisti i giovani, futuri eredi della nostra provincia bellunese, che si ritroveranno insieme per dar vita a un percorso esperienziale legato al rispetto e alla valorizzazione del territorio e dell’ambiente.
Gli studenti, guidati dai loro docenti e da professionisti esterni, coltiveranno alcune piante che normalmente crescono spontanee, dando vita a un vero e proprio orto messo a disposizione da Veneto Agricoltura e che resterà disponibile anche in futuro.
Le piante verranno studiate per essere utilizzate in alcune nuove ricette culinarie e per eventuali altri utilizzi, ad esempio per prodotti di fitocosmesi. Agli studenti è già stato chiesto: Quale è la tua pianta preferita? Cosa ti piacerebbe imparare adesso per immaginare il tuo futuro?
Dal campo alla tavola: un viaggio tra natura, cultura e gusto
Le piante alimurgiche sono molto più di semplici erbe spontanee: sono un patrimonio antico, radicato nella tradizione contadina e oggi protagonista di un nuovo modo di vivere l’agricoltura e la cucina.
Con il progetto “Agricoltura rigenerativa delle piante alimurgiche: dal campo alla tavola”, studenti, agricoltori, ricercatori e chef hanno riscoperto questo tesoro nascosto, trasformandolo in un’opportunità per il futuro: sana, sostenibile e capace di raccontare il territorio bellunese attraverso profumi, sapori e storie.
Crescono spontanee, senza bisogno di trattamenti chimici.
Sono ricche di nutrienti e proprietà benefiche.
Raccontano le radici della nostra cucina tradizionale.
Possono diventare un’alleata preziosa per la biodiversità e l’economia locale.
Dalle foglie di tarassaco alle violette profumate, dall’ortica al buon Enrico, ogni pianta ha trovato nuova vita grazie alla creatività degli studenti degli istituti agrario e alberghiero: ricette originali, degustazioni, menù completi che uniscono sapori autentici e innovazione.
Immagina ravioli ripieni di ortica, un pesto all’aglio orsino, dolci con la freschezza della liquirizia selvatica: piatti che parlano di territorio e sostenibilità.
Non solo cibo, ma anche ambiente: il progetto ha insegnato a prendersi cura della terra con pratiche rispettose della natura, dal sovescio del terreno alla protezione degli insetti impollinatori. Un modello che guarda al futuro senza dimenticare le tradizioni.
Grazie a laboratori, uscite didattiche e collaborazioni con aziende agricole e realtà locali, gli studenti hanno potuto “toccare con mano” il valore delle erbe alimurgiche: non solo ingredienti, ma storie da raccontare, profumi da custodire, energie da tramandare.